Avocado Verde

L'avocado (Persea americana) è una specie arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Lauracee.
È molto nutriente (100 g appartano circa 190 kcal) e indicato per chi pratica attività fisica, oltre che per chi predilige regimi alimentari vegetariani e vegani.

Uno scrigno di gusto dalle benefiche proprietà!

Grazie all’elevato contenuto di acidi grassi insaturi, i grassi più nobili, è funzionale alla riduzione del colesterolo cattivo (LDL), a favore di quello buono (HDL).

Fonte di minerali quali potassio e rame fondamentali per il benessere strutturale. Contribuiscono ad un ottimale funzionamento del metabolismo, dei sistemi immunitario e nervoso.

Fonte di vitamine E, e K favorisce lucentezza ed elasticità della pelle, regola la coagulazione sanguigna e contrasta l’invecchiamento, grazie all’azione antiossidante.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Grazie al gusto gradevole e alla consistenza burrosa, la polpa dell’avocado risulta particolarmente versatile: si presta, infatti, come sostituto di burro e latte, oltre che come ingrediente principale o secondario per le più disparate preparazioni, dall’antipasto al dolce. Dalle classiche insalate, alle salse adatte ad accompagnare e valorizzare le più variegate pietanze, come condimento di primi piatti, bruschette, panini e piadine o come ingrediente di accompagnamento da abbinare al pesce (salmone, tonno, crostacei, ma anche altre qualità). Non solo: è tutto da provare anche in gustose macedonie, frullati, smoothie (a cui regala una squisita cremosità), dessert (ottimo abbinato al cioccolato o al cacao, per golose preparazioni).
Come capire se l’avocado è maturo

L’avocado matura solo dopo la raccolta, quindi quelli che normalmente troviamo in commercio spesso necessitano ancora di qualche giorno per poter completare la maturazione. Per accelerare questo processo, poni il frutto in un sacchetto di carta, con una mela. Per accertarne la maturazione, premi delicatamente con le dita il frutto: se risulta morbido (ma non molle), significa che ha raggiunto il perfetto grado di maturazione. Non dimenticare che da questo momento deve essere consumato entro un paio di giorni, conservandolo nel frattempo in frigorifero. Come molti frutti, una volta tagliato, la polpa tende ad ossidarsi: per contrastarne il processo, basta irrorarne le fette qualche goccia di limone (o lime).

Come tagliare l’avocado

Lava accuratamente l’avocado e asciugalo. Ponilo su un tagliere o su una superficie piana e con un coltello affilato, incidi verticalmente il frutto per l’intera lunghezza. Ruota le due metà, finché le sentirai staccarsi. Per agevolare l’estrazione del nocciolo, incidilo leggermente con il coltello (oppure impiega un cucchiaio). Ora puoi tagliarlo a fettine, sezionandolo nel senso della lunghezza, mantenendo lo stesso spessore; in alternativa puoi ricavare dei cubetti: dovrai in questo caso inciderlo (superficialmente, senza intaccare la buccia) con tagli paralleli e regolari prima sul lato lungo, poi su quello corto, rimuovendo infine con un cucchiaio i cubetti, privi della buccia.

Spunti di gusto

Guacamole

Ingredienti
  • 1 avocado maturo
  • 1 peperoncino verde o rosso
  • 1 pomodoro ramato
  • 20 g olio extravergine d’oliva
  • 10 g succo di lime
  • 10 g scalogno
  • 1 pizzico pepe nero
  • 1 pizzico sale fino
preparazione

Taglia a metà l’avocado dopo averlo lavato: incidilo nel senso della lunghezza, dividilo in due metà, rimuovi il nocciolo. Intaglia la polpa per favorirne l’estrazione, agevolandoti con un coltello o cucchiaio. Raccogli la polpa in una ciotola, spremi il lime e regola di sale e pepe.

Mescola e schiaccia la polpa con i rebbi di una forchetta. Nel frattempo trita finemente lo scalogno, lava e affetta il pomodoro a brunoise, svuota dei suoi semi il peperoncino e taglialo a fettine e poi a dadini piccoli, infine unisci olio, pomodoro, scalogno e peperoncino nella ciotola con l’avocado e amalgama bene. La salsa è pronta!

Avocado Hass

L’avocado Hass nacque per coincidenze fortuite nel 1926, grazie a Rudolf Hass (da cui prese poi il nome), che, piantando alcuni semi di avocado, riscontrò la nascita di speciali esemplari particolarmente resistenti, caratterizzati da frutti di colore più scuro e buccia rugosa. Negli anni a seguire brevettò la specie scoperta, che trovò successo dapprima nelle aree limitrofe a Los Angeles e a seguire nel resto del mondo. Oggi la varietà Hass è considerata la migliore per profumo e consistenza al palato.

Gustoso e dalle eccellenti proprietà!

Amico del colesterolo: ricco di grassi naturali e in particolare degli acidi grassi insaturi che, aumentando il colesterolo buono, aiutano a contrastare quello cattivo (LDL). Per lo stesso motivo, contribuisce e prevenire l'aterosclerosi e in generale le patologie legate all'accumulo del grasso nei vasi sanguigni.

Alleato nella prevenzione di malattie degenerative e cognitive come il morbo di Alzheimer, grazie al suo alto contenuto di omega 3, ovvero acidi grassi essenziali per l’equilibrio ottimale dell’organismo.

Fonte di vitamine E e K, preziose per il benessere della pelle, delle ossa e delle membrane del corpo e che, grazie alla loro essenziale funzione antiossidante, esercitano un’azione anti-aging, contrastando lo stress ossidativo.

Supporto per gli sportivi, grazie all’elevato contenuto di minerali quali magnesio, rame e potassio che supportano il normale funzionamento dei sistemi nervoso, muscolare e pressorio.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

L’avocado può essere abbinato a moltissimi alimenti, sia salati, che dolci, per creare piatti sfiziosi, saporiti e colorati! Si presta infatti agli accostamenti più classici, così come alle preparazioni più originali.

Alcuni esempi: avocado toast, insalate, creme e vellutate, mousse, salse di accompagnamento, purè, frullati e succhi di frutta. Può essere consumato al naturale, oppure arricchito con olio, sale, limone abbinato a pesci (come salmone, crostacei…), formaggi, o yogurt.

Per chi ama ridurre gli sprechi, segnaliamo che anche il seme risulta edibile: lavato e privato della pellicina più scura, può essere impiegato in piccole quantità in frullati, succhi e centrifughe.
Come capire se l’avocado HASS è maturo

Al momento della scelta, confronta il colore e opta per l’acquisto del frutto dal colore più scuro: quelli maturi tenderanno al nero, mentre quelli con la buccia più chiara, potrebbero richiedere più giorni per raggiungere una perfetta maturazione. Per saggiarne il livello di maturazione, premi delicatamente con la punta delle dita la buccia sulla cima del frutto: se risulta morbida, significa che il frutto è pronto per il consumo (poni attenzione che sia solo la cima e non il resto del frutto ad essere leggermente molle); viceversa occorre attendere ancora qualche giorno. Non acquistare avocado con ammaccature, né con la polpa molto morbida, perché potrebbero essere già troppo maturi.

Come tagliare l’avocado HASS

Lava accuratamente l’avocado Hass in abbondante acqua corrente, per evitare diventi veicolo di batteri. Asciugalo accuratamente con un panno pulito e ponilo su un tagliere. Taglia il frutto a metà, incidendolo con decisione con un coltello nel senso della lunghezza e ricavandone due metà perfette. Per eliminare il nocciolo interno, aiutati con un cucchiaio e imprimi una leggera pressione per favorire il distacco della polpa, senza però porre eccessiva forza per preservare la polpa. Se il livello di maturazione è corretto, l’operazione risulterà agevole.

Spunti di gusto

Crema di avocado Hass e cetrioli

Ingredienti
per 4 persone
  • 1 avocado Hass
  • 200 g di cetrioli
  • 180 g di acqua, o in alternativa latte
  • 20 g di succo di Lime
  • 4 cucchiai di semi di zucca per guarnire
  • q.b. di sale (fine)
  • q.b. di pepe
preparazione

Parti pulendo i cetrioli: privali della buccia (aiutandoti con un pela patate per agevolare l’operazione), rimuovi le estremità e tagliali a rondelle non troppo sottili. Poi passa all’avocado Hass: lavalo, incidilo per la lunghezza in due metà, rimuovi il nocciolo e con un cucchiaio prelevane la polpa.

Poni la polpa di avocado e il cetriolo nel bicchiere di un mixer, condisci con sale e pepe q.b., aggiungi il succo dei lime, l’acqua per una versione più light (oppure il latte) e frulla fino a ottenere una crema liscia e omogenea.

Servila fredda all’interno di ciotole bianche, o anche in capienti contenitori trasparenti, guarnendo a piacere con dei semi di zucca, che regaleranno una piacevole nota croccante al piatto.

Mango Premium

L’albero del mango (Mangifera indica), è un sempreverde di origine indiana, che produce i dolci frutti ovali. Con un apporto calorico pari a 70 Kcal per 100 grammi di polpa, ha un indice glicemico moderato, risulta povero di grassi e proteine, ma ricco di vitamina C. Il Mango Premium viene raccolto dalla pianta già maturo, trasportato via aerea e quindi commercializzato pronto per il consumo. Questo conferisce un valore aggiunto al prodotto.

Bello, buono e sano!

Azione antiossidante: protegge l’organismo dallo stress ossidativo, grazie all’elevato contenuto
di vitamina C.

Contribuisce a stimolare il metabolismo energetico e a favorire il normale funzionamento del sistema nervoso.

Favorisce il benessere psicofisico dell’organismo, contribuendo a ridurre i livelli di stress
e in generale il senso di affaticamento.

Supporto al sistema immunitario: vitamina C e antiossidanti, sono preziosi per rafforzare le difese immunitarie, rappresentando uno scudo protettivo contro virus e batteri.

Favorisce e accresce l’assorbimento del ferro assunto con un normale regime alimentare.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Il mango si presta a moltissimi impieghi: dalle insalate saporite e sfiziose, a secondi piatti di pesce (abbinato in particolare a gamberi e frutti di mare), carne, macedonie, spiedini di frutta, fino ai dolci e dessert dove è utilizzato anche per scenografiche guarnizioni. Senza dimenticare preparazioni sane e gustose come succhi di frutta, centrifugati, estratti, smoothies, frappè, bevande analcoliche, aperitivi, ma anche gelati, sorbetti, e granite. Un altro abbinamento da provare è quello con il cioccolato che si sposa meravigliosamente con la freschezza del mango.

Si suggerisce di conservare e consumare il frutto a temperatura ambiente: il freddo ne depaupera le caratteristiche organolettiche. Se il frutto è duro, si raccomanda di attendere che si ammorbidisca semplicemente lasciandolo esposto all’aria.
Come capire se il mango è maturo

All’acquisto accertati che il mango abbia il giusto grado di maturazione. Per capirlo, prendilo tra le dita e senti se la buccia è cedevole. Se è troppo duro, calcola che prima di poterlo consumare dovranno passare almeno 3 o 4 giorni. Al contrario, se la buccia cede ad una leggera pressione delle dita, capirai che il frutto è pronto da consumare. Attenzione che la buccia non sia molle: potrebbe indicare un frutto già troppo maturo. In commercio puoi trovare numerose varietà di mango con forme e colorazioni differenti che variano dal verde al rosso, dal giallo al rossastro. Ogni varietà presenta una polpa con differente fibrosità: scopri quelle che si adattano maggiormente al tuo gusto!

Come tagliare il mango

Sciacqua la buccia e asciugala con un panno. Poni il frutto su un tagliere e taglialo per il senso della lunghezza con un coltello ben affilato fino a dividerlo in due parti. Per estrarre la polpa senza rischiare che si rovini o resti attaccata al nocciolo, dovrai praticare il cosiddetto taglio a porcospino. Su ciascuna metà del frutto incidi tagli obliqui (longitudinali e trasversali) nella polpa senza affondare fino alla buccia, ma tenendoti in superficie. Infine spingi la polpa verso l’alto con una leggera pressione facendo allargare all’esterno le porzioni quadrate della polpa, con un risultato gradevole anche come presentazione.

Spunti di gusto

crostata al mango

Ingredienti
per 1 crostata
  • 400 g di pasta frolla
  • 300 g di crema pasticciera
  • 3 manghi di media grandezza
preparazione

Stendi la pasta frolla perfettamente aderente alla tortiera, bucherella il fondo con i rebbi di una forchetta e riempi con dei ceci (o altri legumi) il fondo della tortiera, affinché la base di frolla non si deformi, causando tra l’altro la formazione di bolle.

Cuoci in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa. Quando il guscio della crostata risulterà dorato, sfornala. Lascia raffreddare, poi ricopri il fondo con un generoso strato di crema pasticciera.

Seleziona del mango non troppo maturo, per ottenere dei tagli uniformi, assicurando alla crostata una perfetta simmetria nella composizione. Lava e pela il mango, taglialo a fettine sottili e adagiale sulla crema pasticciera partendo dal centro, come nella foto della ricetta e prosegui mantenendo la disposizione a raggiera. Lascia riposare in frigorifero per un paio d’ore prima di servire e gustare la crostata.

Papaya Golden

La papaya Golden, frutto della Carica papaya L., appartenente alla famiglia delle Caricacee, è originaria dell'America Centrale e Meridionale, ma cresce anche nelle regioni tropicali e subtropicali. Attualmente ne esistono circa una cinquantina di varietà coltivate nel mondo, di cui la Golden rappresenta una di quelle maggiormente apprezzate e commercializzate. La papaya Golden ha un apporto calorico, pari a 52 kcal per 100 grammi di prodotto, mentre il contenuto di grassi è 0.3 g.

Preziosa fonte di antiossidanti

Grazie al contenuto di vitamina C favorisce un prezioso apporto di antiossidanti, esplicando un'azione protettiva nei confronti dell'invecchiamento cellulare, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo.

Inoltre la vitamina C esercita un'azione di sostegno al sistema immunitario, contribuendo a rafforzarne le difese.

Valido supporto per chi è affetto da stitichezza: la polpa e soprattutto i piccoli semi (da evitare in gravidanza) esercitano una funzione lassativa, favorendo il transito intestinale.

Grazie al suo elevato contenuto di acqua, pari circa all’88%, vanta proprietà remineralizzanti e diuretiche.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Una curiosità: oltre alla polpa sono commestibili anche i semi. La polpa è ovviamente la parte maggiormente utilizzata, che può diventare protagonista di allegre ricette sia dolci che salate. Può essere consumata al naturale in molteplici abbinamenti, oltre che impiegata come ingrediente in preparazioni più elaborate. Suggeriamo di provarla nelle insalate estive, abbinata a pomodori maturi, cetrioli e diverse varietà di insalata a foglia; accompagnata al prosciutto crudo, per un’idea alternativa al melone; come originale ingrediente alla base di salse di accompagnamento a carni e pesce, o come base (da sola o accostata ad altra frutta, magari sempre tropicale) per macedonie, gelati, sorbetti, frullati, succhi, smoothie, ma anche nella preparazione di confetture e marmellate. Un’idea per impiegare anche i semi è quella di lavarli, farli seccare e macinarli (in un macinino o mortaio), per poi utilizzarli nel condimento di insalate, carne e pesce (in alternativa al pepe nero, di cui ricordano il gusto).
Come capire se la papaya Golden è matura

È molto importante consumare il frutto al giusto livello di maturazione. In caso contrario la polpa risulterebbe asciutta e dal sapore acidulo. La buccia del frutto maturo presenta una colorazione gialla intensa (da cui il nome golden), con zone rosse. Per sondare il livello di maturazione, esercita una leggera pressione sul frutto: la consistenza dovrà risultare morbida al tatto. Evita di acquistare frutti troppo morbidi: potrebbero essere eccessivamente maturi. Anche l’olfatto può contribuire ad aiutarti a verificare il livello di maturazione: il frutto maturo nella parte superiore, quella del picciolo (dove era attaccato alla pianta) emana un profumo molto gradevole.

Come tagliare la papaya Golden

Per tagliare la papaya, appoggia il frutto lavato e asciugato su un piano, con un coltello affilato elimina la calotta, quindi affonda la lama nella polpa, incidendo due metà (nel senso della lunghezza). Le due metà si separeranno facilmente. Con l’aiuto di un cucchiaio elimina filamenti e semi interni (esattamente come nel melone). A questo punto puoi tagliare la polpa a fettine, a cubotti tenendo il lato più lungo o più corto, o nella forma desiderata.

Spunti di gusto

Papaya Golden, prosciutto crudo e mozzarelline

Ingredienti
per 2 persone
  • 1 papaya Golden
  • 180 g di prosciutto crudo
  • 150 g di mozzarelline piccole
  • foglie di basilico
preparazione

Priva della buccia e taglia la papaya a metà e successivamente la polpa nella forma desiderata (ad esempio fettine o piccoli cubi), aiutandoti con un coltello ben affilato.

Per un impiattamento più originale ed elegante, ti suggeriamo di ricavare con l’apposito scavino delle palline di polpa. Completa la preparazione del piatto alternando sfere (fettine o cubetti) di papaya, piccole mozzarelle e fettine di prosciutto crudo.

Per concludere, aggiungi qualche fogliolina di basilico, che creerà un gradevole contrasto cromatico.

Bananito

Il bananito o banana babyè un frutto esotico, originario del Centro America, simile alla banana, dalla polpa dolce e cremosa, dal sapore intenso che ricorda quello della banana matura. Date le dimensioni contenute (circa 8/10 cm), si presta quale snack o spuntino, sano e sfizioso, per adulti e bambini, in ogni momento della giornata. Il suo apporto calorico è contenuto, dato che 100 grammi di prodotto apportano circa 104 kcal.

Mini nel formato, ma grande nel benessere…

La sua polpa è ricca di potassio, una preziosa fonte di energia, oltre che un naturale antidoto alla comparsa di crampi e in generale di dolori muscolari.

Il potassio risulta anche un prezioso alleato del sistema immunitario e della pressione sanguigna.

Rinfrescante, dissetante e dall’interessante apporto energetico, è utile come spuntino, sia per i bambini, come per chi pratica attività sportiva.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Il suo sapore delicato, dolce ed esotico, lo rende particolarmente adatto e gustoso per il consumo più immediato: quello al naturale. Può quindi essere assaporato in purezza, oppure impiegato, in accostamento ad altri frutti, in colorate macedonie, sani frullati e freschissimi yogurt, mono o multi frutto (tutto da provare l’accostamento con mirtilli e lamponi). Il bananito è però un ingrediente impiegato anche in svariate ricette, prevalentemente dolci: può infatti essere abbinato al gelato, schiacciato e reso una crema da abbinare nella preparazione di torte, dolci e dessert. Da segnalare anche il liquore al bananito, reso cremoso nella consistenza dalla sua polpa. Un’idea originale è quella di abbinarlo ad uva passa, ceci e verdure saltate (ancora croccanti) in coloratissimi cous cous, per un accostamento più inusuale. Per il resto, puoi sbizzarrirti con la fantasia! Non dimenticare che tutte le ricette che prevedono la banana, possono essere adattate anche a questo frutto, a partire dal classico banana/bananito split!
Come capire se il bananito è maturo

Per testare il grado di maturazione del bananito, puoi regolarti come faresti scegliendo una banana. Per prima cosa verifica il colore della buccia: opta per frutti dal colore della buccia di un giallo più intenso e con qualche puntino marrone, se prediligi gustare il frutto ben maturo e con un maggiore grado di dolcezza, oppure giallo meno intenso, se preferisci una consistenza più soda della polpa. Anche la consistenza sarà più compatta per i frutti meno maturi e leggermente più morbida per quelli “pronti”. Conserva il bananito a temperatura ambiente, possibilmente lontano da kiwi e mele che ne accelererebbero la maturazione.

Come sbucciare il bananito

Il bananito si sbuccia esattamente come una banana (la buccia si stacca ancora più facilmente). Come per la banana anche in questo caso la buccia non è edibile.

Spunti di gusto

Bananito bread
Plum cake al bananito

Ingredienti
per uno stampo da plum cake di 22,5 x 8×5 cm
  • 600 g bananito (usare frutti molto maturi, quindi più morbidi)
  • 100 g burro
  • 200 g farina 00
  • 125 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 6 g lievito per dolci
  • 3 g bicarbonato
  • 1 limone grosso
  • 1 pizzico sale fino
preparazione

Sbuccia i bananito e taglialo a rondelle, tenendone da parte uno per guarnizione. Riuniscili in una ciotola e irrora con il succo di limone precedentemente spremuto, per evitare l’ossidazione. Con i rebbi di una forchetta schiaccia e tieni da parte.

In una seconda ciotola capiente lavora con le fruste elettriche burro morbido e zucchero. Ottenuto un composto omogeneo, unisci le uova (uno alla volta), un pizzico di sale, la purea di frutta e da ultimo la farina setacciata con bicarbonato e lievito.

Versa l’impasto in uno stampo da plum cake, livellalo con una spatola, poni delle fettine del bananito tenuto da parte sul dolce (tagliato a fettine molto sottili, tipo un carpaccio, da posizionare sfalsate per non farle affondare) e cuoci in forno preriscaldato a 180° per 50 circa minuti (verifica la cottura con la prova dello stecchino). Lascia raffreddare il dolce prima di sformarlo.

Mango Classico

L’albero del mango (Mangifera indica), è presente in diverse specie (circa 400), motivo per cui esistono più varietà di mango, con forme leggermente differenti e tonalità cromatiche che variano dal verde al rosso e dal giallo all’arancio/magenta. Ogni varietà di mango presenta anche una fibrosità specifica, adattandosi ai gusti di tutti i consumatori, che sempre più apprezzano questo frutto dall’apporto calorico contenuto (70 kcal per 100 grammi), ma ricco di proprietà!

Una pausa di benessere tutta da gustare…

Svolge un’azione protettiva nei confronti dello stress ossidativo, contrasta l’invecchiamento, favorisce l’assorbimento del ferro, sostiene i sistemi immunitario e nervoso ed è indispensabile per la sintesi del collagene.

Il suo consumo è raccomandato in caso di affaticamento e pesantezza allo stomaco dopo i pasti e in generale per chi ha un processo digestivo faticoso.

Il frutto, grazie al suo contenuto apporto calorico, è indicato per chi segue regimi alimentari o diete ipocaloriche: può infatti diventare uno spuntino o merenda, da consumare anche in purezza, senza sensi di colpa!

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Il mango può trovare facile impiego in ricette dolci e salate, anche molto semplici, facilmente realizzabili e alla portata di tutti, anche dei meno esperti, che potranno conferire ai loro piatti un tocco di colore e originalità! Nelle portate salate può diventare un ingrediente di base per salse e composte, di accompagnamento a piatti di carne e pesce, per colorate insalate verdi o ricche di proteine (è adatto abbinato a carni bianche o pesce grigliati), per piatti di pesce, incluse delle originali varianti di sushi. Nelle preparazioni dolci può essere trasformato in succhi, frullati, frappè, centrifugati, yogurt, marmellate, gelati, granite, macedonie, oltre che impiegato in ricette dolci, quali torte o dessert al cucchiaio (tutta da provare l’originale e gustosa variante di tiramisù al mango). Naturalmente il frutto può anche essere consumato al naturale, crudo o cotto.
Come capire se il mango è maturo

Suggeriamo di assaporare il frutto maturo al punto giusto, per apprezzarne pianamente il sapore, capitalizzandone tutte le proprietà numerose benefiche. Per capire se il mango è maturo occorre saggiarne la polpa: deve avere la giusta consistenza, caratteristiche che ne certificherà il perfetto grado di maturazione. Quindi è importante che il dito non sprofondi nella polpa, cosa che ne indicherebbe una maturazione eccessiva, né che la stessa risulti eccessivamente dura, caratteristiche che indica un frutto ancora acerbo. È raccomandato conservare il mango a temperatura ambiente, eventualmente anche per farlo maturare, qualora risulti acerbo, e in frigorifero solo dopo averlo tagliato, avendo cura di consumarlo al massimo entro poche ore dal taglio.

Come tagliare il mango

Per prima cosa lava accuratamente il mango e asciugalo, per evitare di veicolare residui batterici. Appoggiando il lato più lungo su un tagliere, indici il frutto nel senso della lunghezza con un coltello bene affilato, tagliando le due calotte laterali più esterne, prive di nocciolo. Potrai a questo punto agevolmente estrarre la polpa con un cucchiaio, oppure incidere le porzioni con tagli obliqui superficiali praticati nelle due direzioni, a creare dei quadratini (senza arrivare alla buccia): basterà poi spingere la polpa verso l’esterno, per creare una presentazione gradevole. La restante parte centrale, una volta privata del nocciolo, potrà essere impiegata per succhi, frullati, gelati o preparazioni quali salse e composte.

Spunti di gusto

Tartare di mango,
avocado e mozzarelle

Ingredienti
per 2 porzioni
  • 1 mango
  • 1/2 avocado verde, o Hass
  • 2 mozzarelle di latte vaccino
  • 50 g di rucola
  • q.b. pinoli
preparazione

Lava accuratamente la buccia della frutta e la rucola. Asciuga i frutti e centrifuga la rucola. Scola le mozzarelle del liquido di vegetazione e riducile a pezzetti di forma regolare, strizzandole, per evitare che rilascino latte.

Taglia il mango e l’avocado, ricavandone dei quadrotti di forma piuttosto regolare e tienili separati.

Aiutandoti con un coppapasta, componi la prima tartare, alternando uno strato di avocado (cerca di pareggiarne il livello, per ottenere strati regolari), uno di mozzarella, un terzo di mango e l’ultimo con la rucola. Completa con una manciata di pinoli che conferiranno croccantezza al piatto. Ripeti l’operazione con l’altra tartare, servendoti di un secondo coppapasta. Poni in frigorifero a rassodare almeno 30 minuti, infine sforma con delicatezza e servi le tartare.

Per una variante proteica e ricca di omega 3, puoi sostituire la mozzarella con un trancio di salmone, che conferirà al piatto colore e sapore!

Lime

La limetta, (Citrus aurantiifolia), meglio conosciuta e commercializzata con il nome di lime, è un agrume della famiglia delle Rutaceae (la stessa a cui appartiene anche il limone). Il contenuto calorico del frutto è pari a circa 54 kcal per 100 grammi.

Piccolo, ma ricco di benessere!

Come il “cugino” limone e in generale come tutti gli agrumi, anche il lime è fonte di vitamina C e quindi di antiossidanti, che esplicano un’azione protettiva dallo stress ossidativo, contrastando quindi l’invecchiamento cellulare.

La vitamina C esercita anche un’azione di potenziamento delle difese immunitarie, oltre che del sistema nervoso.

Inoltre, grazie al contenuto di vitamina C il lime contribuisce a proteggere la vista da infezioni e degenerazione maculare.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

L’uso del lime è molto diffuso in cucina, anche come alternativa al limone, rispetto al quale vanta un aroma e un gusto più esotico. Si sposa perfettamente con rinfrescanti primi piatti, come ad esempio i risotti, oltre che con secondi a base di pesce (inclusi carpacci e tartare), le marinature (di carni e pesce), le macedonie di frutta fresca ed è impiegato nella preparazione di salse (di cui la più famosa è senz’altro il guacamole), inoltre il suo succo è indispensabile anche per miscelare notissimi cocktail, come Caipirinha, Mojito e Daiquiri. Se assumerlo quotidianamente in purezza risulta difficile, a causa del suo sapore agro e amarognolo, suggeriamo di impiegarlo nella preparazione di gelati, granite, succhi, frullati e centrifugati dissetanti, a base di frutta e verdura, a cui conferirà un sapore fresco e deciso.
Come capire se il lime è maturo

Il lime, quando giunge a maturazione, presenta una forma leggermente ovale e la scorza verde/giallognola. Se matura sull’albero assume una colorazione giallo/arancio, ma in genere viene raccolto e commercializzato con la buccia di colore verde, quindi al massimo delle proprie proprietà organolettiche. Un buon metodo per testarne la maturazione è quello di annusarlo: un lime maturo ha un odore acidulo, che risulta molto più leggero nei frutti ancora acerbi.

Come tagliare il lime

La buccia del lime, ben lavata, e meglio se dei frutti biologici, può essere impiegata per donare ai cocktail un aspetto più attraente. Per realizzare delle perfette spirali, recupera l’apposito coltellino con lama sagomata e, tenendo il lime nell’altra mano, partendo da un’estremità recidi la buccia senza andare troppo in profondità. Una volta ricavata una striscia lunga, avvolgila attorno a un bastoncino (andrà bene anche una cannuccia) per arricciarla, conferendole la classica forma a spirale. Il suo raggio (più piccolo o maggiore), sarà in funzione della dimensione del bicchiere scelto. Una volta pronta la spirale, puoi applicarla al bordo del bicchiere, per impreziosire e rendere più scenografici i tuoi cocktail.

Spunti di gusto

Caipirinha

Ingredienti
per 2 cocktail
  • 1 lime
  • 3 cucchiaini zucchero di canna
  • 100 ml circa cachaca
  • q.b. ghiaccio tritato
preparazione

Lava accuratamente il lime, taglialo a quadretti e ponine metà in un bicchiere capiente. Quindi aggiungi 3 cucchiaini di zucchero e con un pestello schiaccia e ruota per spremerne il succo, amalgamandolo allo zucchero.

Ripeti la stessa operazione per il secondo bicchiere. Trita grossolanamente il ghiaccio, inseriscilo nei bicchieri, versa la cachaca e con un cucchiaino dal gambo lungo, amalgama bene il contenuto.

Aggiungi 2 cannucce corte e larghe e gusta la tua Caipirinha!

Ginger

Lo zenzero (Zingiber officinalis), noto anche come ginger, è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia. È impiegato per tradizione a scopo alimentare e curativo nella medicina cinese e indiana, dove trova diffusione anche come antibiotico naturale (viene per questo definito anche radice della salute). Esteriormente presenta un fusto con foglie allungate e fiori, ma le proprietà risiedono nelle radici nodose, che ricordano un tubero e che si sviluppano nel terreno. Dal punto di vista dell’apporto nutrizionale 100 grammi di zenzero apportano 90 kcal.

La radice della salute!

Grazie alle sue caratteristiche: masticarne un pezzetto riduce i disturbi legati al mal d’auto e al mal di mare, o più in generale quelli legati al viaggio; inoltre è in grado anche di attenuare la nausea in gravidanza, oltre che di favorire la digestione.

Stimola la produzione di saliva e le secrezioni biliari, di conseguenza protegge dall’ulcera gastrica, favorisce il processo digestivo, e riequilibra la flora batterica intestinale. Inoltre esercita un’importante azione antinfiammatoria, contribuendo a contrastare artriti e disturbi reumatici.

Con il suo contenuto di Sali minerali, in particolare potassio e rame, sostiene i sistemi nervoso e immunitario, contrasta lo stress ossidativo, supporta muscoli, metabolismo e pressione sanguigna.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Lo zenzero ha un sapore leggermente piccante e pungente. Può essere consumato, anche in purezza, in qualunque momento della giornata come sano snack e trova largo impiego tanto in cucina, quanto in campo fitoterapico ed erboristico, per le sue preziose proprietà. Nell’ambito alimentare viene utilizzato per la preparazione di famosi dolci natalizi, in particolare i classici biscotti (omini di zenzero), oltre che in tisane, succhi, cocktails e drink analcolici. In cucina viene spesso abbinato a piatti a base di pesce, mentre nei primi piatti trova impiego in minestre, zuppe e vellutate; inoltre può diventare un originale ingrediente o anche prestarsi come originale decorazione di macedonie, gelati, yogurt, frullati.
Come capire se lo zenzero è maturo

Lo zenzero fresco risulta sodo e compatto al tatto e alla vista presenta un colore omogeneo, con leggere sfumature di tonalità più intensa di marroncino medio e più chiaro. Può risultare leggermente più rugoso al tatto, come anche più nodoso nella forma, ma questo non ne compromette gusto e bontà. Evita di scegliere radici che presentano già molti germogli: come per le patate potrebbero essere meno freschi e indicare quindi un tempo più lungo di permanenza nel banco del supermercato.

Come tagliare lo zenzero

Lo zenzero fresco presenta una buccia sottile e può essere sbucciato (come una normale verdura) con un coltellino piccolo e affilato, un pelapatate o uno spilucchino. Un suggerimento: prima di procedere, ti consigliamo di livellare la superficie da sbucciare, semplicemente passandoci sopra le dita e rimuovendo eventuali parti sporgenti. Questo agevolerà la rimozione della buccia dalle sue parti nodose. Se ben pulita anche la buccia risulterà edibile. Lo zenzero può essere conservato in frigorifero, avvolto in un sacchetto di carta e successivamente in una busta di plastica, avendo l’accortezza di sostituire il sacchetto di carta, quando risulterà umido. Inoltre la radice può anche essere surgelata (grattugiata, frullata), intera o semplicemente a pezzetti, per praticissime monoporzioni, pronte da scongelare e utilizzare al bisogno.

Spunti di gusto

Vellutata di carote e zenzero

Ingredienti
per 4 persone
  • 800 g carote
  • 1 cipolla piccola
  • 150 g patate
  • 1 l brodo vegetale
  • 70 g zenzero fresco pulito
  • q.b. sale e pepe
  • q.b. olio extravergine di oliva
  • 200 g panna fresca liquida
  • qualche foglia di basilico per decorazione
preparazione

Pela patate e carote, tagliale a tocchetti e tieni da parte. Pela (o puliscilo molto bene esternamente) e taglia a rondelle anche lo zenzero. Affetta sottilmente la cipolla.

In una pentola capiente poni un giro d’olio evo, aggiungi la cipolla e lascia rosolare 5/6 minuti. Unisci patate, carote e zenzero e fai insaporire 5 minuti, poi aggiungi il brodo vegetale e cuoci a fuoco medio, con coperchio per circa 20 minuti. Infine frulla con un mixer a immersione, fino ad ottenere una crema liscia e vellutata.

Aggiusta di sale e pepe, versa nei piatti dei tuoi commensali, unisci un po’ di panna e decora con il basilico.

Passion Fruit

Del frutto della passione esistono due varietà principali (Passiflora Edulis e Passiflora Edulis Flavicarpa), appartenenti alla famiglia delle Passifloraceae e i cui frutti di differenziano per dimensioni e colore della buccia (rosso/violaceo per la prima, giallo per la seconda). Dalle antiche origini brasiliane, ha ormai trovato ampio consenso anche in Italia, grazie al suo caratteristico gusto dolce/acidulo e al fascino esotico. Il nome, frutto della passione o passion fruit, deriva dalla conformazione del suo fiore, che ricorda la Crocifissione (e quindi la Passione) di Cristo e, contrariamente a quanto si possa pensare, non gli è stato attribuito per presunte proprietà afrodisiache.

Piccolo, ma prezioso…

Preziosa fonte di antiossidanti, che svolgono un’azione protettiva nei confronti dell’invecchiamento cellulare e delle malattie connesse.

Grazie alla presenza di vitamina C, contribuisce a sostenere il sistema immunitario e nervoso, esercitando al contempo un’azione antiinfiammatoria e riducendo l’affaticamento. La stessa vitamina favorisce anche l’assorbimento da parte dell’organismo del ferro contenuto negli alimenti di origine vegetale.

Fonte di fibra (10 g) sostiene e stimola la regolarità intestinale, contrastando la stipsi e salvaguardando il colon. Le fibre esercitano un potere saziante, riducendo il senso di fame.

La passiflora trova vasto impiego, come ausilio naturale, anche nel contrastare l’insonnia, poiché contribuisce a regolare il ritmo sonno-veglia, favorendo un sonno simile a quello fisiologico, senza causare dipendenza.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Grazie al suo gusto caratteristico che mixa dolce e acidulo, può essere consumato al naturale: oltre alla polpa sono infatti edibili anche i semi. Trova tuttavia vasto impiego anche in sfiziose ricette, per conferire un tocco di originalità esotica alle tue preparazioni: gustalo in deliziose marmellate casalinghe, ideali per la colazione o per uno spuntino sano, ma anche come ingrediente nei gelati, sorbetti, nelle creme e salse dolci, in mousse, succhi, frullati, estratti, dessert al cucchiaio e torte, nei liquori e cocktail analcolici. Non porre limiti alla tua fantasia e alla voglia di sperimentarlo in gustosi accostamenti: noi ti suggeriamo di provarlo accostato anche agli altri frutti esotici come mango, papaya…
Come capire se il passion fruit è maturo

Per accertare la maturazione del frutto, controlla per prima cosa il colore e la consistenza della buccia, che deve risultare rugosa e non liscia e dalla tonalità violacea molto intensa. Un altro trucco è avvicinarlo e sentirne l’aroma: il frutto maturo risulta particolarmente profumato, mentre quello acerbo è inodore o comunque ha un profumo di bassa intensità. Infine, prova ad agitarlo leggermente: se senti il liquido all’interno muoversi, significa che ha raggiunto il perfetto grado di maturazione per essere gustato.

Come tagliare il passion fruit

Per gustare il frutto, lavalo per evitare di lasciare residui e asciugalo con un panno pulito. Su un tagliere dividilo in due metà perfette con un coltello ed estrai polpa e semi, aiutandoti con un cucchiaio (l’operazione risulterà agevole). Ricorda che la buccia non è edibile. Consigliamo di prediligere frutti maturi, perché in questo modo si potranno mangiare anche i semi che con il loro retrogusto amaro, bilanceranno perfettamente quello più dolce della polpa. Se invece dovessi accorgerti che il frutto acquistato risulta acerbo o non perfettamente maturo, conservalo a temperatura ambiente per qualche giorno per agevolarne la maturazione.

Spunti di gusto

Smoothie al passion fruit,
agrumi e papaya

Ingredienti
per 2 smoothies
  • 5 frutti della passione
  • 1/2 papaya
  • 1 arancia
  • 1 lime
  • 4 cubetti di ghiaccio (opzionali, se graditi)
  • zucchero di canna o miele, se necessario per dolcificare
  • 2 rametti di menta per guarnizione
preparazione

Lava accuratamente la frutta sotto abbondante acqua corrente, poi asciuga con cura la buccia. Dividi in due metà e riduci a cubetti la polpa di mezza papaya, tenendola da parte.

Con un coltello affilato e ponendo attenzione, pela a vivo l’arancia e tagliala a spicchi grossolani. Taglia a metà i frutti della passione e con uno scavino (ma andrà bene anche un cucchiaio), raccogline in una ciotola il contenuto (polpa e semi).

Spremi il succo di lime e filtralo, per eliminare eventuali semi o parti fibrose. Inserisci nel boccale del frullatore tutti gli ingredienti (ed eventualmente anche zucchero o miele, secondo il gusto personale), aziona le lame, fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versa nei 2 bicchieri, unisci il ghiaccio, se gradito e guarnisci con qualche fogliolina di menta, per creare un gradevole contrasto cromatico.

Cocco

La noce di cocco (Cocos nucifera), il frutto della palma di cocco, appartiene alla famiglia delle Arecacee ed è originaria delle isole con clima tropicale del sud-est asiatico, specie delle Filippine, oltre che delle aree costiere dell'India. Il cocco contiene fibre vegetali, acqua e una parte grassa che lo rende un frutto particolarmente nutriente: 100 grammi di cocco apportano infatti circa 397 kcal.

Un sano alleato…

Con un buon contenuto di sali minerali, in particolare fosforo, sostiene i sistemi immunitario e nervoso, contrasta lo stress ossidativo, favorisce il metabolismo, riduce l’affaticamento, salvaguardando ossa e apparato muscolare.

Il suo elevato contenuto di fibre (presenti nella polpa), stimola la motilità intestinale, aiutando in caso di stitichezza.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Tutte le parti del cocco sono utili per ricavare moltissimi alimenti:

• la polpa, può essere consumata al naturale, quindi fresca, oppure impiegata per estrarre l’olio o ancora macinata, per ricavarne la farina

• il latte, utilizzato per preparare dissetanti bevande

• l’olio, estratto dalla polpa essiccata, impiegato principalmente in ambito cosmetico.

Non solo: del cocco non si butta nulla. Viene infatti reimpiegata anche la parte non commestibile: dalle foglie si ricavano cesti, cappelli e stuoie; dal fusto della pianta il legno e dai fiori si estrae una bevanda alcolica, molto diffusa nei paesi tropicali.
Come capire se il cocco è maturo

Per riconoscere se il cocco è fresco e succoso è importante scuoterlo. Se riesci a sentire il latte contenuto al suo interno è un ottimo segnale! Inoltre il frutto dovrebbe avere un peso proporzionale alla dimensione, oltre ad una forma regolare, un guscio omogeneo e il suo classico, gradevolissimo, profumo.

Come aprire il cocco

Anche se l’operazione può sembrare difficoltosa, dato che il guscio è effettivamente molto duro, con qualche piccolo trucco, si può facilmente superare l’apparente difficoltà iniziale. Per prima cosa pratica un foro con un cacciavite o un punteruolo nella parte superiore della noce (dove trovi gli “occhi). Una volta compiuto questo passaggio, capovolgi il frutto e lascia fuoriuscire il liquido contenuto al suo interno (puoi anche conservarlo, dato che vanta importanti virtù remineralizzanti). Infine avvolgi il frutto in un canovaccio e colpiscilo più volte e con decisione, fino a romperlo, con un martello o un batticarne.

Spunti di gusto

Palline di cocco

Ingredienti
per circa 35 palline
  • 250 g cocco rapè
  • 500 g ricotta vaccina
  • 100 g zucchero a velo
  • Per guarnire
  • 50 g cocco rapè
preparazione

Inizia setacciando la ricotta con un colino, per eliminare l’acqua di vegetazione; una volta “asciutta”, ponila in una ciotola e unisci lo zucchero a velo, mescolando accuratamente. Ottenuto un composto uniforme, aggiungi il cocco rapè e mescola fino a incorporarlo perfettamente.

E’ giunto il momento di formale le palline: con un cucchiaio preleva una piccola quantità di composto (circa 15/20 g di impasto) e trasferendolo nel palmo della mano, lavoralo fino a conferirgli la forma di una sfera regolare. Adagiala poi in una ciotola colma di cocco rapè e ruotala, per guarnirla uniformemente. Ponila su un capiente piano d’appoggio e completa l’operazione con il resto del composto.

Trasferisci in frigorifero almeno 30 minuti prima di servire le palline ai tuoi ospiti.

Alchechengi

L’alchechengi, frutto del Physalis alkekengi e appartenente alla famiglia delle Solanaceae, è apprezzato sia come pianta ornamentale, grazie ai suoi fiori arancioni che nella forma ricordano le classiche lanterne cinesi, sia per la bacca custodita al suo interno, che ricorda per forma una ciliegia, mentre nel gusto rievoca il lampone. In cucina si presta per usi molto eclettici, offrendo la possibilità di degustarlo sia crudo, che cotto.

Un concentrato di eleganza…

La bacca, che rappresenta l’unica parte commestibile, dal gusto dolce e dall’accento asprognolo può essere consumata in purezza, diventando un’alternativa sana e poco calorica a caramelle, cioccolatini o piccoli dolci.

L’involucro esterno, esteticamente scenografico, dalla forma che evoca quella di una lanterna, trova vasto impiego in pasticceria nella preparazione di dessert e dolci. Le monoporzioni risultano particolarmente eleganti e rappresentano un’alternativa originale alle preparazioni dolci più classiche.

Si raccomanda l’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano

Suggerimenti di utilizzo e impiego

Il frutto trova vasto impiego in pasticceria e più in generale in cucina, tanto come alimento fresco, che conservato o essiccato. Fresco è ideale per la preparazione di macedonie, in abbinamento ad altri frutti, di insalate, a cui contribuirà ad apportare colore oltre che sapore, come anche per svariati dessert. Un suggerimento gustoso e raffinato è quello di immergerne le bacche nel cioccolato fondente fuso, consumandole non appena il cioccolato si sarà raffreddato. Sempre in chiave dolce, è possibile gustarlo sotto forma di composta o marmellata, da abbinare a formaggi e salumi, o ancora come frutta candita: si tratta di ingredienti ideali per farcire dolci, biscotti e dessert. Inoltre le sue bacche e il ciuffo superiore rappresentano un elemento estremamente decorativo, che contribuisce ad apportare un tocco di raffinatezza alle diverse preparazioni, dolci ma non solo. Una volta seccati, le bacche possono essere conservate sott’aceto, oppure in salamoia.
Come capire se l’alchechengi è maturo

Per accertarti di acquistare gli alchechengi al giusto grado di maturazione, verifica che le bacche abbiano una tonalità di colore uniforme e che siano sode. Inoltre se il loro scenografico involucro risulta friabile, significa che il frutto è maturo. I frutti si conservano meglio in frigorifero e possono anche essere surgelati, per recuperarli nelle stagioni in cui non sono normalmente disponibili. Se invece ti sei accorto tardi di aver acquistato il frutto acerbo, basterà conservarlo per qualche tempo a temperatura ambiente, cosa che ne agevolerà la naturale maturazione.

Come tagliare l’alchechengi

La bacca rappresenta la sola porzione edibile del frutto. Il suo involucro o lanterna può essere impiegato per le decorazioni culinarie, di cui trova vasto impiego in pasticceria, ma non va consumato. Una volta verificato il giusto punto di maturazione del frutto, basta eliminare il suo ciuffo (o conservarlo se occorre per una presentazione più scenografica) e lavare il frutto, che al suo interno non contiene alcun nocciolo. Il frutto più essere utilizzato intero, con o senza involucro, oppure tagliato (generalmente viene tagliato in due metà, come avviene con i pomodorini), oppure servito intero.

Spunti di gusto

Panna cotta con salsa di alchechengi e rum

Ingredienti
per 4-6 persone
  • 500 ml panna da montare
  • 60 g zucchero a velo
  • 6 g colla di pesce in fogli o agar agar
  • 150 g alchechengi
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 2 cucchiai di rum
preparazione

Ammolla in acqua fredda per 10 minuti la colla di pesce. In una piccola casseruola poni la panna e lo zucchero a velo, mescola bene e poni sul fuoco fino quasi a raggiungere il bollore (spegni giusto un attimo prima che bolla). Aggiungi la gelatina strizzata, mescola bene per evitare grumi e tieni da parte. Nel frattempo poni in una padella antiaderente lo zucchero, 4 cucchiai d’acqua e gli alchechengi precedentemente lavati e tagliati in 4 (tienine da parte 1 per commensale, da impiegare come decorazione), fai cuocere a fuoco vivo e sfuma con il rum. Quando la frutta inizierà a sfaldarsi, spegni il fornello e frulla con un mixer, fino ad ottenere un composto omogeneo. Versa la panna negli stampini (meglio se trasparenti, per mostrare il contrasto cromatico dei due strati) fino a 2/3 dell’altezza e completa l’ultimo terzo con la salsa di alchechengi, lascia raffreddare e poi poni in frigo, se possibile per 12 ore. Al momento di servire capovolgi gli stampini e decorali con un alchechengi sulla sommità. Per una variante ancora più golosa, puoi immergere nel cioccolato fondente fuso l’alchechengi da usare come decoro!

Se non trovi stampi o ciotoline trasparenti, impiega pure i classici stampi da panna cotta, ricordandoti di invertire l’ordine degli ingredienti: in quel caso lascerai sotto la salsa di alchechengi e sopra la panna, dato che poi lo stampo dovrà essere rovesciato nel piatto da dessert.